Cimice asiatica; il Presidente Cirio: «una piaga su cui stiamo concentrando i nostri sforzi»

30/01/2020

L’assessore all’Ambiente Marnati alla manifestazione di Coldiretti a Verona: «Danni alle colture, ma anche all’equilibrio ambientale»

L’assessore all’Agricoltura Protopapa: «Nel prossimo Psr inseriremo misure specifiche»

«La cimice asiatica è una vera e propria piaga che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura italiana e in particolare la frutticoltura che rappresenta una delle eccellenza per il Piemonte»: lo dichiara il presidente della Regione Alberto Cirio, a margine della manifestazione, promossa da Coldiretti, che oggi ha riunito a Verona migliaia di agricoltori.

Presente anche la Regione Piemonte con l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati.

«Ho voluto che la Regione fosse presente - continua il presidente Cirio - perché non lasceremo soli i nostri agricoltori in questa battaglia. Siamo di fronte a una emergenza che sta provocando centinaia di milioni di danni, se pensiamo che solo in Piemonte superano i 180 milioni di euro. Chiederemo a Bruxelles, già nel prossimo incontro con la Commissione Agricoltura in programma il 5 febbraio, di attivare specifiche risorse per i risarcimenti e per la ricerca».

«Nel prossimo Psr inseriremo delle misure mirate per il contrasto alla cimice asiatica - aggiunge l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa -, mentre abbiamo già avviato delle campagne di sensibilizzazione rivolte alle scuole e ai Comuni, in collaborazione con Anci e Agrion, la Fondazione per la ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese. Con Agrion in particolare stiamo lavorando allo studio di possibili soluzioni, in sinergia con il sistema universitario, i rappresentanti del mondo agricolo e le realtà private e industriali che proprio nella ricerca stanno investendo risorse importanti».

«Il problema delle cimici - aggiunge l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati - si riverbera anche sull’ambiente, in particolare sui pioppi che se colpiti non riescono a filtrare la CO2 e quindi a migliorare la qualità dell’aria».

Fonte: Regione Piemonte