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Convegno di studi sulle residenze reali sabaude e nobiliari del Piemonte


14/09/2021

Nel Salone di Diana della Reggia di Venaria si è tenuto ieri il convegno “Oltre il loisir”, seminario di studi sulle residenze reali sabaude e nobiliari tra esperienze di allevamento, di produzione agroalimentare e di innovazione. Il convegno ha presentato lo stato dell’agricoltura nelle grandi tenute piemontesi, comparando quelle di proprietà reali ad alcune private, tra Seicento e Ottocento, con accenni agli sviluppi e alle riconversioni attuali.
Al convegno, in rappresentanza di Confagricoltura, è intervenuto il past president regionale Vittorio Viora, che ha ricordato come questi tenimenti, di cui è straordinariamente ricco il Piemonte, rappresentino uno straordinario patrimonio di storia, di arte, di letteratura, di musica, documentando l'evoluzione della nostra società, sia per quanto riguarda la popolazione, sempre quanto riguarda l'economia. 
Viora ha rammentato come all'indomani della proclamazione del regno d'Italia gli italiani fossero poco meno di 26 milioni, mentre oggi siamo circa 60 milioni. La popolazione attiva era di 15 milioni e mezzo di individui, mentre oggi supera di poco i 23 milioni: questo perché la percentuale di popolazione attiva sul totale della popolazione era all'epoca del 60,3%, mentre oggi è scesa al 38,5%. 
Gli addetti all'agricoltura nel 1861, anno di proclamazione dell’unità nazionale, erano 10.827.000, mentre oggi, sulla base dei dati forniti dall'Istat, sono circa 870.000: questo significa che gli individui attivi in agricoltura erano il 69,7% della popolazione, mentre oggi rappresentano all'incirca il 3,8%. 
È cambiato anche il modo di far agricoltura.  La produzione agricola è aumentata in modo considerevole: nel 1861 i capi bovini allevati complessivamente erano 3.600.000, mentre oggi sono più di 6 milioni; i suini erano 1.600.000, mentre oggi sono oltre 9 milioni.
“L'agricoltura in questi 150 anni – ha detto Viora - ha contribuito a sfamare il nostro Paese. Il consumo di carne bovina è passato da 3,7 kg a testa all'anno a  24 Kg; quello di carne suina da 3,9 kg a 44,8 kg. Lo zucchero era una merce preziosa e rarissima: ne consumavamo appena 2,2 chili a testa all'anno, mentre oggi il consumo è salito a 27,3 kg”. 
Il presidente Viora ha sottolineato un aspetto che ha sempre caratterizzato la vita dell’uomo, dall’antichità ai giorni nostri: la continua ricerca di progredire, di migliorare, di elevarsi dal punto di vista materiale e spirituale. “Le residenze reali sabaude e nobiliari del Piemonte – ha affermato Viora - sono un modello di innovazione e di sviluppo: è un elemento questo che occorre mettere in luce, per contribuire a valorizzare la validità del progresso”.
Nelle residenze reali sabaude e nobiliari si sono sviluppate intuizioni e sperimentazioni di cui oggi godiamo i frutti. Viora ha portato l’esempio del Barolo, re dei vini e vino dei re, che nasce per merito di Juliette Colbert di Maulévrier, pronipote del ministro delle finanze del Re Sole, che nel 1806 va in sposa, a Versailles, a Carlo Tancredi Falletti, marchese di Barolo. L’intraprendente marchesa di Barolo fa ristrutturare l’antica Cascina del Pilone, di fronte al castello, costruendo una cantina per vinificare le uve prodotte nelle tenute per produrre un vino secco a cui darà il nome di Barolo. Un altro esempio ricordato da Viora risale al 1822, quando Michele Benso di Cavour, padre di Camillo, acquista la tenuta di Leri, a Trino, 900 ettari di terreno che diventano una vera e propria azienda sperimentale specializzata nella produzione del riso e nell’allevamento del bestiame; si studiano nuove tecniche agronomiche e Camillo stesso progetta nuovi macchinari per la coltivazione e per l’irrigazione.
“Oggi – ha concluso Viora - le residenze reali sabaude e nobiliari del Piemonte costituiscono un elemento di conservazione della memoria storica, del paesaggio e della biodiversità, ma anche un elemento di rinnovamento per il progresso delle nostre condizioni di vita e di lavoro. Sta a noi, ciascuno per la propria parte, sostenere questo straordinario patrimonio, con l’impegno a mantenere attivi e in buone condizioni questi musei viventi, con lo sguardo volto al futuro".


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