Agricoltura biologica

Con Decreto Ministeriale 6793 del 18 luglio 2018 sono state modificate le norme per l’avvicendamento in agricoltura biologica.
Il Decreto, premettendo che la fertilità del suolo e la prevenzione delle malattie è mantenuta mediante il succedersi nel tempo della coltivazione di specie vegetali differenti sullo stesso appezzamento prevede:
In caso di colture seminative (ad esempio i cereali – escluso il riso -, le piante oleaginose come colza e girasole, le piante proteiche quali soia e pisello, ecc.), orticole non specializzate e specializzate, sia in pieno campo che in ambiente protetto, la medesima specie è coltivata sulla stessa superficie solo dopo l'avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa.
In deroga a quanto sopra, i cereali autunno-vernini (ad esempio: frumento tenero e duro, orzo, avena, segale, triticale, farro ecc.) e il pomodoro in ambiente protetto possono succedere a loro stessi per un massimo di due cicli colturali, che devono essere seguiti da almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa.
Il riso può succedere a se stesso per un massimo di tre cicli seguiti almeno da due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa.
Gli ortaggi a foglia a ciclo breve possono succedere a loro stessi al massimo per tre cicli consecutivi. Successivamente ai tre cicli segue almeno una coltura da radice/tubero oppure una coltura da sovescio.
Le colture da taglio non succedono a se stesse. A fine ciclo colturale, della durata massima di sei mesi, la coltura da taglio è interrata e seguita da almeno una coltura da radice/tubero oppure da un sovescio.
In tutti i casi previsti, il ciclo di coltivazione della coltura da sovescio ha una durata minima di settanta giorni.
Le sequenze colturali che prevedono la presenza di una coltura erbacea poliennale, ad es. erba medica, sono ammissibili.
Sono escluse le coltivazioni legnose da frutto.
Ogni operatore deve attestare la necessità di ricorrere a concimi ed ammendanti o ai prodotti per la protezione dei vegetali contro i parassiti e le malattie con una dichiarazione ai sensi dell'art. 63, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 889/08, firmata dall'operatore responsabile. Qualora la necessità di un intervento non sia riportata nella dichiarazione, il documento giustificativo è rappresentato da uno dei documenti di seguito elencati che riguardano, se del caso, ciascun singolo impiego: relazione tecnico agronomica; certificato di analisi del terreno; relazione fitopatologica; carta dei suoli; bollettini meteorologici e fitosanitari; modelli fitopatologici previsionali; registrazione delle catture su trappole entomologiche.
Possono essere utilizzati in agricoltura biologica, se accompagnati da apposita dichiarazione, rilasciata dal fornitore, attestante che la produzione degli stessi non sia avvenuta in allevamenti industriali, i seguenti prodotti: a. letame; letame essiccato e pollina; effluenti di allevamento compostati compresi pollina e stallatico compostato; effluenti liquidi di allevamento; digestati da biogas contenenti sottoprodotti di origine animale o digestati con materiale di origine vegetale o animale di cui all'allegato I del regolamento n. 889/2008.
Il termine «allevamento industriale» si riferisce ad un allevamento in cui si verifichi almeno una delle seguenti condizioni: gli animali siano tenuti in assenza di luce naturale o in condizioni di illuminazione controllata artificialmente per tutta la durata del loro ciclo di allevamento; gli animali siano permanentemente legati o stabulati su pavimentazione esclusivamente grigliata o, in ogni caso, durante tutta la durata del loro ciclo di allevamento non dispongano di una zona di riposo dotata di lettiera vegetale.
Il D.M. prevede anche la possibilità di utilizzare sostanze corroboranti, biostimolanti, o potenziatori della resistenza delle piante, quando non siano venduti con denominazione di fantasia, i prodotti che il Decreto contiene nell’allegato 2, documento che può essere consultato in questa sezione in allegato.